L’Ufficio per il bilinguismo ha preso parte alla Consultazione pubblica sui toponimi bilingui che si è svolta il 7 ottobre presso la sala consiliare del comune di San Pietro al Natisone. L’evento è stato organizzato dall’Ufficio Centrale per la lingua slovena della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dall’Istituto sloveno di ricerche SLORI.
A dare il via al convegno i saluti del sindaco di San Pietro al Natisone, Cesare Pinatto, e della ministra per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo, Suzana Lep Šimenko, in visita in regione.
Nel corso dell’incontro sono state presentate le iniziative promosse dall’Ufficio Centrale per regolamentare l’uso dei toponimi bilingui nonché le attività del Gruppo di lavoro per la standardizzazione dei toponimi sloveni in Italia, coordinato dallo SLORI. Spazio anche al confronto e allo scambio di buone pratiche grazie all’intervento di esperti del settore.
Tra i punti emersi la necessità di non tenere in considerazione solamente la standardizzazione formale dei toponimi in sloveno, ma anche l’uso locale e il senso di appartenenza dei cittadini. Negli anni, in vari contesti, anche per esempio per quel che concerne la lingua friulana, ci sono stati svariati casi eclatanti in cui è emerso che l’uso locale dei toponimi spesso differisce da quello istituzionale, il che ha saputo alle volte causare confusione o malcontento tra i cittadini.
Particolarmente sentita la tavola rotonda in chiusura all’evento, che ha visto intervenire non solo gli esperti, ma anche i cittadini del territorio. Quest’occasione di confronto e scambio ha offerto numerosi spunti di riflessione ed è emersa una certa propensione alla soluzione adottata dalla realtà friulana, che nello stilare l’elenco dei toponimi locali ha citato sia toponimo “generico” in lingua friulana sia quello locale, laddove differisca da quello standard.
Al momento l’attività si è concentrata sugli abitati della provincia di Udine, ma Laura Sgubin dell’Ufficio Centrale ha assicurato che in futuro attività analoghe vedranno coinvolte anche tutte le altre zone in cui è presente la minoranza slovena in Italia come Resia e Val Canale, ma anche il Goriziano e la provincia di Trieste. L’intento finale è quello di dare pari dignità ai toponimi sloveni di tutta la zona.